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Museo del Sannio

Istituito nel 1873 dal Consiglio Provinciale di Benevento, il Museo del Sannio venne sistemato da Almerico Meomartini nella trecentesca Rocca dei Rettori Pontifici, cui in età rinascimentale si affiancò il Palazzo dei Governatori, sede della Provincia ed oggi in parte destinato anch’esso a funzioni mussali.

Il rapido incremento del partrimonio e delle attività di studio indussero l’ente proprietario ad acquistare nel 1928 il complesso monumentale dell’Abbazia di Santa Sofia, centro religioso e culturale benedettino di rilievo europeo dal secolo VIII – era stata allora fondata dal principe longobardo Arechi II presso il suo “Sacrum Palatium” -, soppressa poi durante il Principato di Talleyrand. Nella ex abbazia, a cura di Alfredo Zazo, fu trasferito il patrimonio archeologico, medioevale e artistico, mentre la Rocca rimase sede della Sezione Storica. Quella prima fase si concluse negli anni Cinquanta con il restauro dell’edificio sofiano, che fra l’altro riportò la Chiesa alle forme originarie, alterati da interventi barocchi dopo i terremoti del 1688 e del 1702. La Chiesa divenne così la prima sala di visita del Museo del Sannio che, ordinato per sezioni da Mario Rotili, fu classificato “museo grande” nel 1964 ai sensi della Legge n. 1080 del 1960. Nel 1973, assuntane la Direzione, Elio Galasso avviò un pluriennale programma di acquisti, ricerche, pubblicazioni e mostre relative anche a discipline non previste dallo statuto.

Per i contributi originali dati alla teoria mussale e per il ruolo assunto nelle Associazioni dei musei italiani, il Museo del Sannio pervenne così ad una funzione di museo-pilota sullo scenario nazionale. Nel 1981 il Consiglio Provinciale ne riconobbe la seguente nuova strutturazione determinatasi con la ricognizione totale e la classificazione scientifica delle opere: quattro Dipartimenti (Archeologia, Medievalistica, Storia, Arte) e due Centri di Ricerca (Bibliografico e sull’Immagine). Ad esso assegnò inoltre una terza sede monumentale, la Chiesa di Sant’Ilario a Port’Aurea, altomedioevale, che la Direzione destinò a Museo dell’Arco di Traiano. Compresi nel progetto “Musei della Campania: verso un sistema regionale integrato di valorizzazione” ai sensi della Legge n. 48 del 1986 e della Legge n. 160 del 1988, si sono conclusi nel 1999 il ripristino filologico del Chiostro, con i circostanti ambienti settecenteschi, e la ricostruzione dell’ala nord disegnata da Enzo De Felice. Quest’ultima, innervata da possenti strutture metalliche, e con la rigorosa geometria del prospetto a vetrate riquadrate da cromie a toni bassi di grigio e d’arancione, instaura nel centro storico della città un aggiornato dialogo di qualità estetica con la prospiciente facciata a motivi rococò di Palazzo De Simone. L’ordinamento museografico, progettato da Elio Galasso per settori di nuova articolazione, esclude ormai incongruità cronologiche e soluzioni di tipo estetizzante, mirando piuttosto a rintracciare la collocazione della civiltà beneventana nei contesti più ampi mediante accostamenti di opere liberi da schemi. Per la ricerca scientifica il Museo del Sannio dispone di una Biblioteca specializzata e di Laboratori per analisti fotografiche e restauro.

Oltre ai nuclei da cui sono selezionate le opere esposte, il patrimonio dell’Istituto include raccolte numismatiche (secoli IV a.C. – XX), archivi storici (secoli X – XX), libri rari (secoli XVI – XIX), cimeli e oggetti di artigianato (secoli XVI e XX), fondi cartografici e documenti a stampa (secoli XVII – XX), fotografie (secoli XIX – XX). Le opere vengono concesse in visione nella Sala di Studio ai sensi del Regolamento uniformato alla normativa statale.

 

Visita al museo

Il principale itinerario di visita si snoda nel complesso museale sofiano. Esso muove dalla Chiesa di Santa Sofia (vi si accede dall’interno del Museo),

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audace invenzione di un anonimo architetto della corte longobarda, basato sull’anomala inserzione di un esagono di colonne romane di spoglio in un decagono di pilastri contornato dal perimetro murario per metà stellare e per metà circolare con tre absidi. Tracce di affreschi del secolo VIII, in diretto rapporto con la coeva cultura sbraco-armena e del vicino Oriente cristianizzato, completano l’interno della Chiesa, che la settecentesca facciata a spioventi ricurvi non lascia affatto prevedere.
La Sala di Iside presenta l’arredo sacro del Tempio d’Iside “Signora di Benevento”, a tutt’oggi il più consistente nucleo di sculture egizie neoegizie mai rinvenuto fuori dall’Egitto. Seguono la Sala di Traiano con le statue dell’imperatore e di sua moglie Plotina; la Sala dei Gladiatori con metope raffiguranti scene di ludi circensi; la Sala della scultura sannitica di età romana con statue e ritratti in pietra di una società locale romanizzata solo in superficie, ma etnicamente individuata nei tratti somatici e nelle severe posture.

Al primo piano la Loggia dei Leoni e le Sale del Trecento indicano, con sculture ed elementi architettonici, gli ultimi raggiungimenti d’arte della città passata al papato alla metà del secolo XI. Dagli altri tre lati la Terrazza degli Stemmi ecclesiastici e nobiliari consente variate vedute del Chiostro. Cospicuo anche il successivo settore artistico: la Sala del Rinascimento dedicata in prevalenza al pittore beneventano Donato Piperno dai modi umbro-toscani; le Sale del Barocco che, con mobili, ceramiche, suppellettili e tele anche di maestri quali Luca Giordano, Carlo Maratta, Francesco Solimena, evocano interni di nobili dimore; la Sala dell’Ottocento dove spicca la personalità di Achille Vinelli, acquerellista ligure di cultura internazionale, attivo per un cinquantennio a Benevento e approdato da modi posillipisti ad un vedutismo consapevole delle prime immagini fotografiche; la Sala del Novecento dove artisti locali affiancano con dignità alcuni dei massimi esponenti dell’arte italiana ancora figurativa quali Corrado Cagli, Emilio Greco, Renato Guttuso, Francesco Messina.

 

Orari e ingresso:

Sale di esposizione: Tutti i giorni dalle ore 9:00 alle ore 19:00 lunedì chiuso

Sale di studio: martedì – venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00 sabato,domenica, lunedì e festivi chiuso

 

Established in 1873 by the Provincial Council of Benevento, the Museum of the Sannio was arranged from Almeria Meomartini in fourteenth-century papal fortress of Rectors, which was joined in the Renaissance Palace of the Governors, the seat of the province and now also in part intended to function Mussala .

The rapid increase in partrimonio and study activities led the agency owner to purchase in 1928, the monumental complex of the Abbey of St. Sophia, the Benedictine religious and cultural center of European significance from the eighth century – was then founded by the Lombard Prince Arechi II at its “Palatium Sacrum” -, then suppressed during the Principality of Talleyrand. In the

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former Abbey, edited by Alfredo Zazo, was transferred to the archaeological heritage, medieval art, while the fortress was the seat of the Historical Section. That first phase ended in the fifties with the restoration of the building sofiano, which among other things, brought the Church to its original form, from the Baroque altered after the earthquakes of 1688 and 1702. The Church became the first room you visit the Museum of the Sannio, sorted by Mario Rotili sections, was classified as “large museum” in 1964 under Law No. 1080 of 1960. In 1973,

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the Directorate assuntane, Elio Galasso started a multi-year program of acquisitions, research, publications and exhibitions related disciplines also not provided by statute.

For contributions to the theory Mussala original data and the role of the Association of Italian museums, the Museum of the Sannio came as a function of museum-pilot on the national scene. In 1981 the Provincial Council will recognize the following new structure determinatasi with the full recognition and classification of scientific works: four Departments (Archaeology, Medievalistica, History, Art) and two research centers (Bibliographical and imagination). It also gave a third location monumental Golden Gate to the Church of St. Hilary, early medieval, the direction of the Arch of Trajan into a museum. Included in the project “Museums in Campania: Towards an integrated regional enhancement” pursuant to Law No. 48 of 1986 and Law No. 160, 1988, was completed in 1999, the philological restoration of the cloister, with rooms surrounding the eighteenth century, and the reconstruction of the north wing designed by Enzo De Felice. The latter, innervated by massive metal structures, and with the strict geometry of the front with windows framed by shades of gray and in low tones of orange, established in the city center an updated aesthetic quality dialogue with the facing facade reasons rococo Palazzo De Simone. Sorting museographic, designed by Elio Galasso for new areas of joint incongruity now excludes historical and aesthetic-type solutions, rather than aiming to track the location of the civilization of Benevento in the broader context of works by matching free patterns. For Scientific Research Museum of the Sannio has a specialized library and laboratories for analysts and photographic restoration.

In addition to the nuclei from which the exhibits are selected, the assets of the Institute includes numismatic collections (IV century BC – XX), archives (centuries X – XX), rare books (centuries XVI – XIX), antiques and crafts (sixteenth and twentieth centuries), funds mapping and printed documents (XVII – XX), photographs (XIX – XX). The works on display are given in the Reading Room under the Uniform Rules of the State regulations.

Visit the museum

The main itinerary winds through the museum complex sofiano. It moves from the Church of Hagia Sophia (accessed from the Museum), audacious invention of an anonymous architect of the Lombard court, the anomaly-based insertion of a hex counting Roman columns in a decagon of pillars surrounded by perimeter wall star half and half with three circular apses. Traces of frescoes of the eighth century, in direct relation to contemporary culture sbraco-Christianized Armenia and the Near East, the complete interior of the Church, that the eighteenth-century façade with curved drooping leaves no provision at all.
The Hall of Isis presents the sacred furnishings of the Temple of Isis “Lady of Benevento”, still the largest group of Egyptian sculptures neoegizie ever found outside of Egypt. Follow the room with the statues of the emperor Trajan and his wife Plotina, the Hall of the Gladiators with metopes depicting scenes of circus games, the Hall of Sculpture Samnite Roman statues and portraits in stone of a local company only in romanized surface, but ethnically identified in the physical postures and severe.

On the first floor of the Lodge and the Lions Salt point of the fourteenth century, with sculptures and architectural elements, the latest achievements of art of the city passed to the papacy in the mid-eleventh century. The other three sides of the Terrace Badges clergy and nobility of the cloister allows varied views. Conspicuous, too, the arts: the Hall of the Renaissance mainly dedicated to the painter Donato Benevento Piperno ways from Umbria and Tuscany, to the Halls of the Baroque, with furniture, ceramics, furniture and even paintings by masters such as Luca Giordano, Carlo Maratta, Francis Solimena, interiors evoke noble residences, stands the Hall of the nineteenth century, where the personality of Achilles Vignelli, watercolorist Ligurian international culture, active for half a century in Benevento and landed at a landscape painting by posillipo ways aware of the first photographic images, the Hall of twentieth century with dignity, where local artists alongside some of the leading exponents of Italian figurative still like Cagli, Emilio Greek, Guttuso, Francesco Messina.

Hours and admission:

Showrooms: Daily from 9:00 am to 19:00 Closed on Mondays

Study rooms: Tuesday – Friday from 9:00 to 13:00 Saturday, Sunday, Monday and holidays closed

 

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